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FINALMENTE HO TROVATO CASA...
Tratto da un'opera dell'attore Ippolito Chiarello

 

A un certo punto della vita bisogna trovare casa, un luogo dove ritornare la sera e ritrovare le proprie cose. Sentire che l'aria che respiri è tua e nessuno può togliertela. Sapere che ogni intervento che farai rimarrà come vuoi tu e la cessata precarietà e la fine del girovagare nei meandri degli affitti, ti può consentire di accumulare 'energia', 'storia', 'ricordi', in un luogo che non dovrai abbandonare. Non vivrai più il dramma e la depressione da 'trasloco', con l'ossessivo pensiero, che ti perseguiterà per almeno un anno, di dove mettere tutte le tue masserizie: nuovi muri, nuovi angoli, nuove altezze, nuovi colori e, se sei fortunato, anche nuovi mobili. Con il pericolo anche di ritrovare, nello spostamento, oggetti e feticci di storie andate e che avevi disperatamente cercato di dimenticare. Magari ritrovi anche delle cose che pensavi di aver irrimediabilmente smarrito e che hai ricomprato. E' una storia infinita, che in un luogo finalmente tuo, diventa solo un brutto ricordo. Quando si cerca casa si è esigenti e prima di fare il grande passo la ricerca è lunga e dolorosa. Non ci sono case e quelle che riusciamo a visitare le 'assaggiamo' quasi come un sommelier affronta un bicchiere di vino: colore, trasparenza, gusto, odore, consistenza, densità, gradazione. Una scelta materialista diventa un approccio quasi filosofico al 'valore energetico' di ogni magione, rispetto al nostro istintivo e animalesco sentire. Non possiamo entrare definitivamente in una casa se qualcosa non ci convince...
 

Io la mia casa l'ho trovata per caso. Digitando su un sito internet tutte le mie più assurde esigenze… tipo: villa con piscina… max 50.000 euro. E' stata la prima casa che ho visto e che non ho comprato subito perché mi sembrava sconveniente, per un acquisto così importante, fermarmi alla prima proposta. Adesso sono felice di aver trovato la 'mia' casa...
 

...L'emozione è arrivata alle stelle e ho subito ordinato via telefono un letto. Non potevo andarmene. Un luogo, uno spazio, tanti luoghi, tanti spazi, dove poter esercitare la propria arte e avere cura della propria parte di casa. Ho cominciato a sognare e mi accorgevo che poi tanto sogno non era. Il luogo c'è veramente. Le persone che potrebbero abitarlo anche. Sono persone che cercano solo uno spazio e la possibilità di una casa dove esprimersi…dove ritornare …. e ritrovare le proprie cose. Dove l'aria che respiri è tua e nessuno può togliertela. Dove ogni intervento rimarrà a costruire una storia o continuarne una già esistente. La cessata precarietà e la fine del girovagare nei meandri degli affitti, consentirà di accumulare 'energia', 'storia', 'ricordi', in un luogo da non abbandonare. Mai più il dramma e la depressione da 'trasloco', per sfratto o carenza di 'case'. Non c'è bisogno di denaro o di promesse. E' sufficiente avere la forza di 'lasciare la porta aperta'.
 

Al resto ci pensiamo noi...